Accadrà di nuovo
Impatti cosmici, catastrofi globali e il codice nascosto delle civiltà antiche
È già successo. Circa 12.850 anni fa, frammenti di una cometa gigante colpirono la calotta glaciale del Nord America. L’energia liberata equivaleva a migliaia di bombe nucleari. Trilioni di tonnellate d’acqua si vaporizzarono. Il 90% della megafauna nordamericana si estinse. Per 1.300 anni, l’inverno non finì. Lo chiamano impatto dello Younger Dryas, e oggi le prove sono diventate troppe per essere ignorate.
Ma questo libro non parla del passato. Parla di un orologio. Un orologio cosmico che batte da decine di migliaia di anni, i cui ingranaggi sono la precessione degli equinozi, l’orbita di uno sciame di detriti cometari largo milioni di chilometri, e i cicli climatici registrati nel ghiaccio più antico del pianeta. Un orologio i cui rintocchi sono stati registrati — con precisione straordinaria — nei testi sacri di civiltà che non avrebbero dovuto avere alcun contatto tra loro: i numeri precessuali dei Veda, gli shar sumeri, il calendario Maya, i saecula etruschi.
Per millenni queste civiltà hanno cercato di trasmettere un messaggio. Lo hanno codificato in miti, numeri sacri, monumenti di pietra progettati per sopravvivere al Diluvio successivo. Il messaggio è sempre lo stesso, in ogni lingua, su ogni continente: accadrà di nuovo.
Diciannove capitoli, un’appendice con l’inventario dei siti allineati ai poli antichi, e una conclusione che porta dentro a Giza come a una macchina, non come a una tomba.