Nel 1953, un professore di storia al Keene State College del New Hampshire inviò una lettera ad Albert Einstein. Non era un fisico, non era un geologo. Si chiamava Charles Hapgood, e la sua idea era tanto semplice quanto rivoluzionaria: la crosta terrestre, quello strato relativamente sottile di roccia solida su cui viviamo, può scivolare sopra il mantello sottostante — come la buccia di un'arancia sulla polpa. Einstein non solo rispose alla lettera, ma scrisse la prefazione al libro di Hapgood Earth's Shifting Crust, pubblicato nel 1958, definendo l'idea «originale, di grande semplicità, e potenzialmente di grande importanza per tutto ciò che riguarda la storia della superficie terrestre».
Decenni dopo, il mondo accademico avrebbe dato ragione a Hapgood senza ammetterlo. Quello che lui chiamava «spostamento crostale», la scienza mainstream lo chiama oggi True Polar Wander. Nel 1997, Joseph Kirschvink del Caltech pubblicò su Science prove di un evento di TPW di circa 90 gradi avvenuto 535 milioni di anni fa. Nel 2006, Adam Maloof di Princeton documentò sul GSA Bulletin due spostamenti di oltre 50 gradi ciascuno, circa 800 milioni di anni fa. Lo stesso meccanismo, in versione più modesta, può essere stato attivato dall'impatto cometario dello Younger Dryas, 12.850 anni fa.
Mark Carlotto ha analizzato gli allineamenti di oltre 200 siti megalitici. Solo metà è allineato a direzioni geografiche o astronomiche moderne. Circa l'80 per cento dei rimanenti appare allineato a precedenti posizioni del polo nord. Göbekli Tepe, le piramidi di Giza, Teotihuacán, Stonehenge, Carnac, Tongatapu — quando li riallineiamo a un paleo-polo nella Baia di Hudson, i numeri tornano. Questo globo lo mostra: scegli un paleo-polo e l'equatore antico, le fasce dei 30 gradi e gli assi dei monumenti si dispongono attorno a un polo che oggi non esiste più.
Le prove paleomagnetiche, gli allineamenti di Buildreps e Carlotto sui 1.130 siti antichi, il meccanismo fisico capace di muovere la crosta in tempi storici — l'articolo continua nel Vol. 1, Capitoli 1, 2 e 19 («La crosta che scivola», «L'orologio fermo sulla catastrofe», «La rete di pietra»).
Questa simulazione visualizza il modello discusso nel libro; fonti e argomentazione completa sono nei capitoli indicati.